Un patto di collaborazione per animare il Quartiere La Spezia insieme a Gruppo Cap

Nel 2019 Gruppo Cap mi ha incaricato di lavorare e quindi coordinare un progetto di accompagnamento socio culturale per l’arrivo della loro nuova sede in Via Rimini con l’obiettivo di coinvolgere il quartiere

Un patto di collaborazione per animare il Quartiere La Spezia insieme a Gruppo Cap

Nel 2019 Gruppo Cap mi ha incaricato di lavorare e quindi coordinare un progetto di accompagnamento socio culturale per l’arrivo della loro nuova sede in Via Rimini con l’obiettivo di coinvolgere il quartiere

Milano siamo noi

Grazie all’invito di Claudio Calvaresi ho avuto occasione di partecipare ad una discussione anche insieme a Gabriele Pasqui su Milano. Il nostro contributo è stato pubblicato, insieme ad altre 17 voci civili, nel libro “Milano siamo noi” edito da Altraeconomia.

Milano siamo noi

Grazie all’invito di Claudio Calvaresi ho avuto occasione di partecipare ad una discussione anche insieme a Gabriele Pasqui su Milano. Il nostro contributo è stato pubblicato, insieme ad altre 17 voci civili, nel libro “Milano siamo noi” edito da Altraeconomia.

La Milano di chi non ha casa, nell’epoca dello #stateacasa

In un surreale 25 aprile del 2020, in mezzo ad una Milano deserta assolutamente in contrapposizione ai giorni di manifestazione passati nella stessa data gli anni precedenti, Filippo Romano e io siamo andati ad incontrare chi non ha casa. Io ne ho scritto e Filippo li ha fotografati per Gli Stati Generali

La Milano di chi non ha casa, nell’epoca dello #stateacasa

In un surreale 25 aprile del 2020, in mezzo ad una Milano deserta assolutamente in contrapposizione ai giorni di manifestazione passati nella stessa data gli anni precedenti, Filippo Romano e io siamo andati ad incontrare chi non ha casa. Io ne ho scritto e Filippo li ha fotografati per Gli Stati Generali

Le finestre sul cortile, un progetto per e con le case popolari

Durante il primo lockdown, mentre eravamo tutti chiusi in casa e sui social molte erano le immagini di chi aveva grandi terrazzi, palestre, giardini o spazi grandi dove stare, il mio pensiero continuava ad andare a chi invece viveva nelle case Popolari. Così ho coinvolto i ragazzi di Shareradio, MM e una serie di amici per mettere in piedi un programma radio.

Le finestre sul cortile, un progetto per e con le case popolari

Durante il primo lockdown, mentre eravamo tutti chiusi in casa e sui social molte erano le immagini di chi aveva grandi terrazzi, palestre, giardini o spazi grandi dove stare, il mio pensiero continuava ad andare a chi invece viveva nelle case Popolari. Così ho coinvolto i ragazzi di Shareradio, MM e una serie di amici per mettere in piedi un programma radio.

Re-thinking Piazzale della Cooperazione

Quando ho avuto occasione di coordinare il progetto di social housing Zoia per CCL, una sola cosa era rimasta in sospeso: la finitura del Piazzale antistante alle case. Così dopo tante interlocuzioni con l’Assessorato alla Partecipazione, al Commercio e all’Urbanistica, insieme a validi collaboratori, ho lanciato un concorso e in tre giorni abbiamo ridipinto e arredato una piazza aperta alla città.

Re-thinking Piazzale della Cooperazione

Quando ho avuto occasione di coordinare il progetto di social housing Zoia per CCL, una sola cosa era rimasta in sospeso: la finitura del Piazzale antistante alle case. Così dopo tante interlocuzioni con l’Assessorato alla Partecipazione, al Commercio e all’Urbanistica, insieme a validi collaboratori, ho lanciato un concorso e in tre giorni abbiamo ridipinto e arredato una piazza aperta alla città.

9091

Dall’epoca della mia tesi, la 90/91 quella linea che si muove anche di notte e non sta ferma mai, ha sempre rapito la mia attenzione per il forte carattere antropologico inconsapevole che porta con sé. Esempio di internazionalità e di raccordo tra tante classi sociali, divide in un cerchio perfettamente simbolico centro e periferia. Per questo, durante l’elaborazione di Super il festival delle periferie, ho subito pensato di farne un progetto artistico

9091

Dall’epoca della mia tesi, la 90/91 quella linea che si muove anche di notte e non sta ferma mai, ha sempre rapito la mia attenzione per il forte carattere antropologico inconsapevole che porta con sé. Esempio di internazionalità e di raccordo tra tante classi sociali, divide in un cerchio perfettamente simbolico centro e periferia. Per questo, durante l’elaborazione di Super il festival delle periferie, ho subito pensato di farne un progetto artistico

Le persone, gli spazi e il senso della città.

Un dialogo tra Bertram Niessen e me sul rapporto tra spazi, rigenerazione urbana e cultura per la rivista cheFare

Le persone, gli spazi e il senso della città.

Un dialogo tra Bertram Niessen e me sul rapporto tra spazi, rigenerazione urbana e cultura per la rivista cheFare

Super, il festival delle periferie a Milano

Dopo l’esperienza di Zoia, l’abitare popolare, venendo a conoscenza di un particolare quartiere periferico, conoscendone in particolare il potenziale fatto di reti, associazioni, singoli individui e gruppi informali, ho iniziato ad interrogarmi sulla narrazione mainstream che vuole sempre le periferie come luoghi solo al negativo. Così ho coinvolto una serie di professionisti e figure differenti per dare vita a Super, il festival delle periferie a Milano che doveva durare tre giorni e invece esiste dal 2015.

Super, il festival delle periferie a Milano

Dopo l’esperienza di Zoia, l’abitare popolare, venendo a conoscenza di un particolare quartiere periferico, conoscendone in particolare il potenziale fatto di reti, associazioni, singoli individui e gruppi informali, ho iniziato ad interrogarmi sulla narrazione mainstream che vuole sempre le periferie come luoghi solo al negativo. Così ho coinvolto una serie di professionisti e figure differenti per dare vita a Super, il festival delle periferie a Milano che doveva durare tre giorni e invece esiste dal 2015.

Lentezza e ascolto, oltre la retorica delle periferie

Dopo il primo anno e mezzo di tour con Super il festival delle periferie, ho voluto rendere pubblico un discorso che ho avuto occasione di fare in due occasioni: la prima in Triennale a Milano e la seconda in un seminario al Politecnico di Milano su Milano e le sue periferie. Il testo è uscito per la rivista on line Che_Fare

Lentezza e ascolto, oltre la retorica delle periferie

Dopo il primo anno e mezzo di tour con Super il festival delle periferie, ho voluto rendere pubblico un discorso che ho avuto occasione di fare in due occasioni: la prima in Triennale a Milano e la seconda in un seminario al Politecnico di Milano su Milano e le sue periferie. Il testo è uscito per la rivista on line Che_Fare

Ritornare alla città, come riappropriarsi degli spazi urbani

Francesco Altavilla mi ha intervistato per il giornale della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli sull’impegno civico, la percezione della sicurezza e sulla cittadinanza attiva.

Ritornare alla città, come riappropriarsi degli spazi urbani

Francesco Altavilla mi ha intervistato per il giornale della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli sull’impegno civico, la percezione della sicurezza e sulla cittadinanza attiva.

Mobile Photograph. 1th – Federica Verona #people

Da anni coltivo l’ossessione per “le vite degli altri”, mi piacciono le loro storie, quello che raccontano e come sono. Per questo mi piace fotografare le persone che non lo sanno perché in quel momento sono inconsapevoli anche di quanto possano essere belle. Il 20 maggio a Portogruaro nello spazio PAB si è inaugurata la mia prima e unica mostra curata da Paola Bristot.

Mobile Photograph. 1th – Federica Verona #people

Da anni coltivo l’ossessione per “le vite degli altri”, mi piacciono le loro storie, quello che raccontano e come sono. Per questo mi piace fotografare le persone che non lo sanno perché in quel momento sono inconsapevoli anche di quanto possano essere belle. Il 20 maggio a Portogruaro nello spazio PAB si è inaugurata la mia prima e unica mostra curata da Paola Bristot.

Dicono di Soft home

Un diario della quotidianità di chi non vive tra quattro mura, ma per strada. Scatti che raccontano le ‘case’ di chi una casa non ce l’ha. Si chiama ‘Soft home diary’ il progetto fotografico sui senzatetto di Milano iniziato alcuni

Dicono di Soft home

Un diario della quotidianità di chi non vive tra quattro mura, ma per strada. Scatti che raccontano le ‘case’ di chi una casa non ce l’ha. Si chiama ‘Soft home diary’ il progetto fotografico sui senzatetto di Milano iniziato alcuni

Soft home diary

“Soft home diary” è il mio racconto in forma di diario di come le persone usano la strada per farla diventare casa, utilizzando semplici oggetti, organizzando il proprio spazio, decorandone alcune parti con cura e attenzione.

Soft home diary

“Soft home diary” è il mio racconto in forma di diario di come le persone usano la strada per farla diventare casa, utilizzando semplici oggetti, organizzando il proprio spazio, decorandone alcune parti con cura e attenzione.

Mi hanno intervistato

Lucia Tozzi è riuscita, dopo molti appostamenti e inseguimenti, ad intervistarmi per Zero Milano. Io non sono molto abituata a raccontare di me, ma ci ho provato e lei è stata molto brava a tirare fuori il meglio. Le ho parlato di Super, il festival delle periferie a Milano ma anche di Zoia e di tutte le altre cose che ho provato a fare in dieci anni in questa città che, alla fine, mi ha accolto più di quanto mi aspettassi

Mi hanno intervistato

Lucia Tozzi è riuscita, dopo molti appostamenti e inseguimenti, ad intervistarmi per Zero Milano. Io non sono molto abituata a raccontare di me, ma ci ho provato e lei è stata molto brava a tirare fuori il meglio. Le ho parlato di Super, il festival delle periferie a Milano ma anche di Zoia e di tutte le altre cose che ho provato a fare in dieci anni in questa città che, alla fine, mi ha accolto più di quanto mi aspettassi

Carnet d’architecture, Artribune

Vecchi Modelli abitativi, nuove esigenze è il titolo di un articolo che ho scritto per Artribune su invito di Emilia Giorgi. Un modo per parlare di abitare, politiche, servizi e cultura come motore sociale.

Carnet d’architecture, Artribune

Vecchi Modelli abitativi, nuove esigenze è il titolo di un articolo che ho scritto per Artribune su invito di Emilia Giorgi. Un modo per parlare di abitare, politiche, servizi e cultura come motore sociale.

Bligny 42, la periferia è in centro

A  metà tra il moderno edificio progettato da Grafton Architects per ospitare l’Università Bocconi e la zona di Porta Romana, dove le case costano anche 5000 euro al metro, c’è il cortile di Viale Bligny 42. Circa 200 appartamenti, quattro scale, cinque piani. Il mio video racconto.

Bligny 42, la periferia è in centro

A  metà tra il moderno edificio progettato da Grafton Architects per ospitare l’Università Bocconi e la zona di Porta Romana, dove le case costano anche 5000 euro al metro, c’è il cortile di Viale Bligny 42. Circa 200 appartamenti, quattro scale, cinque piani. Il mio video racconto.

Gli abitanti di New York

New York è forse il contenitore più grande che abbia mai visto, perché lì dentro tutto si moltiplica per dieci, o forse per diecimila. Così ho passato sedici giorni a fotografare chiunque incontrassi per strada, per poter conservare più a lungo chi abita li dentro.

Gli abitanti di New York

New York è forse il contenitore più grande che abbia mai visto, perché lì dentro tutto si moltiplica per dieci, o forse per diecimila. Così ho passato sedici giorni a fotografare chiunque incontrassi per strada, per poter conservare più a lungo chi abita li dentro.

La nuova storia della tipografia Reali

L’incontro tra un tipografo e un grafico ha dato vita ad una nuova tipografia aperta ai giovani e alle nuove professioni. Il mio videoracconto.

La nuova storia della tipografia Reali

L’incontro tra un tipografo e un grafico ha dato vita ad una nuova tipografia aperta ai giovani e alle nuove professioni. Il mio videoracconto.

Milano non è una città per principianti

“Milano non è una città per principianti”, disse un volta un taxista, mentre raccontava quante cose in questi anni sono cambiate :”Tanti stranieri, tanti che dormono per strada, tanti senza lavoro”.
Aveva ragione, come per molti grandi centri urbani la Milano che corre tra le dinamiche dell’economia, lascia dei feriti per strada, che piaccia o no. Un testo scritto per la rivista l’Ippografo.

Milano non è una città per principianti

“Milano non è una città per principianti”, disse un volta un taxista, mentre raccontava quante cose in questi anni sono cambiate :”Tanti stranieri, tanti che dormono per strada, tanti senza lavoro”.
Aveva ragione, come per molti grandi centri urbani la Milano che corre tra le dinamiche dell’economia, lascia dei feriti per strada, che piaccia o no. Un testo scritto per la rivista l’Ippografo.

Damiano, un italiano a New York

Abbiamo incontrato Damiano a New York, durante i giorni di Sandy nel 2012. Lui è giornalista e si è trasferito in America per collaborare con alcune testate. Ci ha raccontato la sua vita da immigrato e ci ha parlato della nostalgia della Mafia da parte di alcuni connazionali. Un video uscito per Linkiesta.it.

Damiano, un italiano a New York

Abbiamo incontrato Damiano a New York, durante i giorni di Sandy nel 2012. Lui è giornalista e si è trasferito in America per collaborare con alcune testate. Ci ha raccontato la sua vita da immigrato e ci ha parlato della nostalgia della Mafia da parte di alcuni connazionali. Un video uscito per Linkiesta.it.